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Tenero, Lenzburg e Macolin: la visita alle strutture ginniche in Svizzera
Dopo il Congresso Europeo e in virtù dei rapporti già in corso tra la Federazione Ginnastica d’Italia e quella Svizzera, ieri ho visitato alcune delle loro principali strutture dedicate alla ginnastica.
La mia visita è iniziata al Centro Sportivo Nazionale della Gioventù di Tenero, una delle sedi sportive più importanti del Paese, gestita dal direttore supplente dell’Ufficio federale dello sport svizzero. Ho potuto vedere da vicino impianti di allenamento di alto livello, spazi dedicati alla formazione e aree per attività multidisciplinari: un modello che merita di essere osservato con attenzione.
Ho parlato con il presidente della Federazione Ginnastica Svizzera, Fabio Corti, per comprendere come sia strutturata la loro organizzazione interna, dalla gestione dei centri cantonali fino ai grandi poli nazionali come quello di Tenero. Credo fermamente che comprendere ciò che funziona in altri Paesi possa aiutarci a far evolvere il nostro sistema, portando idee positive e adattandole alla nostra realtà.
La seconda tappa del mio tour è stata Lenzburg, nel cantone di Argovia. Qui ho visitato una struttura pensata non solo per l’allenamento di alto livello, ma anche come luogo di sport e movimento per famiglie, bambini e appassionati: un centro moderno che dimostra come la ginnastica possa essere accessibile a tutti.
Al centro di Bienne ho avuto il piacere di salutare le squadre nazionali di ginnastica artistica maschile e femminile impegnate negli allenamenti. È stato un momento speciale, soprattutto incontrare Caterina Cereghetti, a cui ho fatto un grande in bocca al lupo per la sua carriera, insieme a David Huser, responsabile del settore sport d’élite per la Federazione d’Oltralpe.
L’ultima tappa è stata Macolin, che considero il cuore della preparazione olimpica in Svizzera. Qui ho potuto approfondire il funzionamento dei programmi dedicati all’atleta di vertice e al movimento di base. È evidente come la federazione abbia saputo coniugare attività di alto livello con programmi inclusivi per tutta la comunità ginnica.
Questa esperienza mi ha confermato quanto sia importante osservare, confrontarsi e trarre stimoli anche da realtà diverse dalla nostra. Tutto ciò può essere fonte di crescita per la Ginnastica Italiana, nella convinzione che confrontarsi con il mondo non significa imitare, ma apprendere e adattare ciò che può rafforzare il nostro sistema.